La matrice
65 tradizioni, 17 assi, ogni cella con fonte
Una tradizione entra quando le sue posizioni sono documentabili su almeno quattordici dei diciassette assi. Quando non lo sono, resta fuori: l’omissione è onesta, la caricatura no. I rami che divergono dottrinalmente sono trattati come risultati separati anziché accorpati: theravada, mahayana, zen, Terra Pura e vajrayana sono cinque voci, non una.
Cristianesimo13
- Cattolicesimo romanoUn Dio personale e trascendente conosciuto insieme per rivelazione e per ragione, mediato da una chiesa sacramentale con autorità di insegnamento. L’umanità è ferita ed è riscattata dalla grazia, che raggiunge le persone attraverso i sacramenti e non aggirandoli.
- Ortodossia orientaleCondivide il nucleo credale cattolico ma legge la salvezza come theosis — partecipazione reale alle energie divine — e non come rimedio giuridico. Di conseguenza più immanente, più ascetica e meno interessata a definire ciò che non ha dovuto definire.
- Ortodossia orientale anticaLe chiese copta, armena, siriaca ed etiope, separate dal resto della cristianità dal 451 per la cristologia. Dottrinalmente vicine all’ortodossia orientale, con una disciplina del digiuno più severa e un’identità comunitaria fortemente ereditata.
- LuteranesimoSalvezza per sola grazia mediante la sola fede, ricevuta e non conquistata: la posizione più netta su D1 dell’intera matrice. Conserva sacramenti e liturgia spostando però l’autorità dalla gerarchia alla scrittura e alle confessioni.
- AnglicanesimoDeliberatamente ampio: scrittura, tradizione e ragione pesate insieme, con la forma liturgica a tenere insieme persone che dissentono dottrinalmente. Ha le dispersioni più ampie di qualsiasi corpo cristiano qui, e quell’ampiezza è la tradizione, non un difetto dei dati.
- Cristianesimo riformato (calvinismo)La sovranità di Dio spinta più in là che in qualsiasi altro punto del cristianesimo: l’elezione è incondizionata e la grazia è irresistibile, così nulla dal lato umano conquista l’esito. Il culto è ridotto a ciò che la scrittura comanda positivamente.
- Anabattismo (mennoniti, amish, hutteriti)La fede come impegno adulto liberamente scelto e messo in atto in una comunità separata: battesimo su confessione, non per nascita. Il discepolato e la non resistenza sono la sostanza; a discernere è la comunità, non il clero.
- Cristianesimo evangelicale e battistaUna decisione personale di fede, una visione alta e di solito letterale della scrittura, e pochissimo fra l’individuo e Dio: nessun sacerdozio, nessun sacramento mediatore, ordinanze anziché misteri. Esclusivo sulla via e chiaro su quanto costi dirlo.
- Cristianesimo pentecostale e carismaticoDottrina evangelicale più un’affermazione viva che Dio agisce ora, direttamente e in modo esperibile: lingue, profezia, guarigione. Quell’affermazione spinge B1 con forza verso l’esperienza diretta mentre tutto il resto resta rivelato, una combinazione insolita in questa matrice.
- Cristianesimo quacchero (Società Religiosa degli Amici)La luce interiore in ogni persona, raggiunta nel silenzio, senza clero, senza credo e senza sacramenti: il corpo più completamente deritualizzato del cristianesimo. Le sue posizioni su autorità e pratica cadono più vicino allo stoicismo che al cattolicesimo, uno dei fatti più interessanti che la matrice fa emergere.
- La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi GiorniUn Dio corporeo dentro l’universo e non fuori di esso, rivelazione continua tramite un profeta vivente, e materia organizzata anziché creata dal nulla. La Caduta è letta come un passo necessario in avanti, il che colloca C3 molto sopra ogni altro corpo cristiano qui.
- Testimoni di GeovaRigorosamente unitariani, rigorosamente letterali e diretti organizzativamente in misura insolita. Rifiutano nettamente l’anima immortale: i morti sono incoscienti e vengono restituiti dalla risurrezione, ed è per questo che C1 sta a metà scala e non al massimo cristiano.
- Cristianesimo progressistaConserva la pratica, il racconto e l’etica mentre legge la metafisica come metafora. La scrittura è testimonianza umana e non dettatura, le altre vie sono trattate come genuinamente valide, e il senso di tutto ciò è come vivi ora.
Islam4
- Islam sunnitaUnicità assoluta e indivisa, un Dio trascendente che è però più vicino della vena giugulare, e un testo rivelato inteso come dettato e non come opera d’autore. Le persone nascono sane e dimentiche, non decadute, il che colloca C3 lontano dalla posizione cristiana nonostante tutto ciò che le due condividono.
- Islam sciita duodecimanoCondivide il tawhid sunnita e aggiunge una linea di imam designati da Dio, un’autorità dotta vivente che si segue formalmente, e una vita devozionale costruita attorno al lutto e all’intercessione. L’autorità pesa nettamente più che nella pratica sunnita.
- Ismailismo nizaritaLegge la scrittura allegoricamente tramite il ta’wil, guidata da un imam ereditario vivente la cui interpretazione è autorevole per il presente. La combinazione di ragione esoterica e autorità vivente fortemente centralizzata è quasi unica in questa matrice.
- SufismoLa pratica islamica rivolta alla conoscenza esperienziale diretta di Dio, con il divino inteso come presente in ogni cosa e non soltanto oltre di essa. Conserva la legge e il rito; aggiunge il dhikr, un maestro e un inclusivismo insolito per la famiglia.
Ebraismo4
- Ebraismo ortodossoAlleanza con un popolo, elaborata in una legge che copre la vita ordinaria nel dettaglio, sotto un’autorità interpretativa rabbinica e non sacerdotale. Il valore più basso di E3 della matrice: qui l’appartenenza si eredita, non si sceglie.
- Ebraismo conservative (masorti)La halakhah è vincolante e insieme storicamente sviluppata, così la legge cambia deliberatamente e lentamente attraverso un processo dotto. Si colloca fra ortodosso e riformato su quasi tutti gli assi, e lo fa di proposito.
- Ebraismo riformatoMonoteismo etico con l’autonomia al centro: è l’individuo a decidere quali pratiche lo obblighino, e l’appello profetico alla giustizia conta più della legge rituale. Le dispersioni più ampie della famiglia ebraica, e fra le più ampie dell’intera matrice.
- Ebraismo ricostruzionistaL’ebraismo come civiltà in evoluzione e non come religione rivelata: Dio viene riconcepito come il processo che produce salvezza, mentre la pratica si conserva perché è così che una civiltà vive. Non soprannaturale e insieme fortemente centrato sul popolo.
Abramitica3
- Fede bahá’íUn Dio inconoscibile rivelato progressivamente attraverso una successione di messaggeri, di cui Bahá’u’lláh è il più recente, cosicché le religioni del mondo sono tappe di una sola rivelazione e non rivali. Molto inclusiva verso le altre vie e molto centralizzata nella propria amministrazione.
- DrusiUn monoteismo esoterico che legge la scrittura allegoricamente, insegna la reincarnazione immediata all’interno della comunità ed è chiuso alla conversione da quasi mille anni. L’unica tradizione abramitica qui con una visione ciclica del tempo.
- RastafariDio — Jah — presente dentro la persona e non sopra di essa, raggiunto ragionando insieme e non tramite il clero, e vissuto nella dieta ital e in un’identità diasporica africana. Non credale per costruzione, quindi le dispersioni sono ampie quasi ovunque.
Vicina all’abramitico1
Buddhismo6
- Buddhismo theravadaLa sofferenza, la sua causa, la sua cessazione e una via, elaborate senza un creatore e senza un sé che sopravviva. L’incondizionato è reale ma non è un dio, ed è per questo che A1 sta a metà scala e non a uno dei poli.
- Buddhismo mahayanaVacuità e natura di Buddha: il risveglio non si acquisisce, si scopre, e riguarda tutti e non se stessi. I mezzi abili rendono la tradizione genuinamente pluralista su come le persone ci arrivino.
- Buddhismo zen (chan)Una trasmissione speciale al di fuori delle scritture, che indica direttamente la mente: il valore più alto di B1 della matrice. Eppure l’autorità del lignaggio è reale e le forme della pratica sono esigenti, ed è la tensione in cui la tradizione vive.
- Buddhismo della Terra PuraIn un’epoca in cui il potere proprio fallisce, il voto di Amida ti porta: affidati e basta così. Il suo valore 0,03 in D1 è l’enunciato più puro di grazia della matrice, e arriva dal buddhismo e non dal cristianesimo.
- Buddhismo vajrayana (tibetano)Fini mahayana con mezzi tantrici: una pratica di divinità elaborata, un guru la cui autorità è centrale, e un uso del corpo e delle passioni come via e non come ostacolo. La forma di buddhismo ritualmente più densa qui presente.
- Buddhismo secolareLa pratica e la psicologia conservate, la cosmologia messa da parte: nessuna rinascita letterale, nessuna affermazione soprannaturale, nessuna autorità oltre ciò che puoi verificare nella tua esperienza. Una lettura naturalistica del canone, non un suo rifiuto.
Induismo7
- Advaita VedantaUna realtà senza seconda: ciò che prendi per un sé separato è Brahman, percepito male. La conoscenza dissolve l’errore: non c’è nulla da acquisire e nessuno di separato che lo acquisisca.
- Vishishtadvaita VedantaNon duale, ma qualificato: anime e mondo sono reali e sono il corpo di un Dio personale. La mossa operativa è l’abbandono e non la conoscenza, il che colloca D1 dal lato della grazia in una famiglia che di solito sta dal lato dello sforzo.
- Dvaita VedantaDio, anime e materia sono permanentemente distinti: un dualismo insolitamente netto dentro il Vedanta, e la scuola induista più vicina a un quadro teista classico. La liberazione dipende dalla grazia divina, non dal riconoscere un’identità che c’era da sempre.
- Vaishnavismo gaudiyaKrishna come Dio personale supremo, avvicinato tramite la devozione, il canto e un lignaggio rigoroso di guru. Il teismo più personalista della famiglia induista e, sugli assi dell’autorità, fra le tradizioni più centralizzate della matrice.
- ShivaismoShiva come l’assoluto e insieme la realtà immediata della coscienza, avvicinato tramite il riconoscimento, lo yoga e la pratica di tempio. Copre estremi ascetici e tantrici, quindi D3 sta a metà scala con un’ampia dispersione per buone ragioni.
- ShaktismoLa Dea come la potenza che è il mondo, e non una divinità che lo ha fatto: il valore di immanenza più alto della matrice. Il rito è centrale e il corpo è trattato come luogo del sacro e non come un problema da risolvere.
- Samkhya-YogaUn dualismo di coscienza e natura in cui la liberazione è districare le due, ottenuta con una disciplina specificata con precisione. Dio è un elemento facoltativo — il Samkhya vero e proprio ne fa a meno — il che colloca A1 insolitamente in basso per la famiglia.
Indica2
- GiainismoNessun creatore, nessuna grazia, nessuna scorciatoia: l’anima si libera non nuocendo, e la disciplina richiesta è la più severa della matrice. La sua dottrina della molteplicità di aspetti ne fa insieme la tradizione epistemicamente più pluralista qui presente.
- SikhismoUn creatore senza forma presente in ogni cosa, ricordato nella pratica quotidiana e servito con il lavoro onesto e il cibo condiviso. Rifiuta tanto la casta quanto l’ascesi: la vita di chi manda avanti una casa, vissuta con attenzione, è la via.
Est-asiatica5
- Taoismo filosoficoIl Dao è il modo in cui le cose vanno, non un essere che le dispone, quindi la mossa è smettere di interferire e agire in accordo con esso. Quasi nessun rito, quasi nessuna autorità, e un naturalismo che approda alla reverenza anziché al disincanto.
- Taoismo religiosoLa stessa cosmologia, con organico: una vasta burocrazia celeste, un sacerdozio ordinato, liturgia, talismani e la ricerca della trascendenza corporea tramite l’alchimia interna. Praticamente l’opposto del fratello filosofico su rito e autorità.
- ConfucianesimoIl Cielo è reale e quasi sempre silenzioso; ciò che conta è diventare una persona di carattere tramite lo studio, la correttezza rituale e gli obblighi della famiglia. Il rito è essenziale e la metafisica è facoltativa: un’inversione di quasi tutte le altre tradizioni qui.
- ShintoismoI kami sono ovunque — in fiumi, montagne, antenati e in qualche persona notevole — e la religione è ciò che fai e non ciò che credi. Non c’è peccato da cui essere salvati, solo impurità da lavare via.
- Religione popolare cineseAntenati, divinità locali, figure buddhiste e specialisti rituali taoisti usati insieme senza imbarazzo, organizzati attorno all’efficacia e non al credo. Si appartiene a una famiglia e a un luogo, non a una dottrina.
Afro-brasiliana2
- UmbandaUna sintesi brasiliana di orixá yoruba, reincarnazione kardecista e santi cattolici, in cui gli spiriti lavorano tramite medium per fare del bene concreto. La carità è il punto, il sincretismo è il metodo, e nessun test esistente sa restituire questo risultato.
- CandombléIl culto degli orixá dell’Africa occidentale portato in Brasile e conservato dall’iniziazione e non dal testo: la conoscenza si trasmette dentro una casa, per gradi, tramite una gerarchia. Il corpo è dove il divino si rende presente, non un ostacolo a esso.
Spiritista1
Afro-diasporica2
- Vodou haitianoUn creatore distante e una folla di lwa che vengono serviti, nutriti e che cavalcano i loro devoti nella cerimonia. Iniziatico, comunitario, intensamente corporeo e sistematicamente travisato da chiunque non lo abbia guardato.
- Santería (Regla de Ocha / Lucumí)Il culto cubano degli orisha strutturato attorno alla divinazione, all’iniziazione e a una grammatica rituale rigorosa, con i santi cattolici come strato storico e non come teologia. L’autorità si guadagna con l’iniziazione e non è negoziabile.
Africana1
Pagana contemporanea2
- WiccaUna Dea e un Dio immanenti nel girare dell’anno, onorati in riti che i partecipanti scrivono da sé, senza scrittura e senza autorità centrale. La posizione più affermativa sul corpo dell’intera matrice.
- Heathenry (ásatrú)Politeismo norreno e germanico ricostruito: dèi che sono persone con limiti, onore e reciprocità come nucleo morale, e offerte che sono pasti e non sacramenti. Divisa al proprio interno sul fatto che l’appartenenza sia ancestrale o aperta, cosa che la dispersione di E3 registra.
Metafisica1
Religiosa liberale1
Non teista4
- Umanesimo secolareUna sola vita, senza supervisione, e un’etica costruita a partire dalla ragione e dalla solidarietà umana anziché ricevuta da qualche parte. Organizzato, articolato ed esplicito nel dire che il senso si fa e non si trova.
- Naturalismo filosoficoL’affermazione che il mondo naturale è tutto ciò che c’è, sostenuta come posizione e non presupposta come stato d’animo. Meno interessato dell’umanesimo a fornire un’etica di ricambio e, di conseguenza, meno pluralista su che cosa valga come vero.
- AgnosticismoUn’affermazione sulla conoscenza e non su Dio: la questione non è risolta e la risposta onesta è la sospensione. Sta a metà scala sul gruppo A con dispersioni piccole, perché essere genuinamente indecisi è una posizione definita, non una posizione vaga.
- Cultura EticaL’opera prima del credo: una vita religiosa congregazionale con cerimonia, comunità ed educazione morale, e nessuna affermazione teologica. Conserva parecchio più rito dell’umanesimo secolare, ed è la cella che separa i due.
Filosofica5
- StoicismoUn ordine razionale che attraversa un cosmo materiale, e una vita spesa ad allineare i propri giudizi con esso. Le sue posizioni su autorità, testo e rito cadono quasi esattamente dove cadono quelle del cristianesimo quacchero, la quasi collisione più interessante della matrice.
- EpicureismoAtomi e vuoto, dèi che esistono e non se ne curano, e la morte come semplicemente la fine, così che temere entrambi è fuori luogo. La vita buona è un piacere modesto e amichevole, deliberatamente senza ambizione su tutto il resto.
- EsistenzialismoNessuna essenza data, nessuna garanzia esterna e quindi responsabilità totale per ciò che fai di te. Il valore più alto della matrice sulla coscienza individuale, e lo tratta come un peso e non come una liberazione.
- PanteismoL’universo è il divino: non fatto da esso, non contenente esso, identico a esso. Ottiene il massimo della matrice sull’immanenza e quasi il massimo sulla sacralità della natura, negando però del tutto un Dio personale.
- DeismoUn creatore stabilito dalla ragione a partire dall’evidenza dell’ordine, che non interviene, non risponde alla preghiera e non rivela nulla. Il minimo della matrice sull’immanenza: è l’unica tradizione qui il cui Dio è genuinamente assente dal mondo.